Il disincanto di Emil Cioran: bussola per capire il mondo

L’Associazione La Fonte delle Muse ha tenuto il 26 Maggio, presso la Biblioteca Comunale di Afragola, l’ultimo incontro della quarta edizione della Rassegna di Incontri Letterari, evento patrocinato dal Comune di Afragola durante il quale si è analizzato il testo ‘Il nulla per tutti. Lettere ai contemporanei’ di Vincenzo Fiore.
Si ringraziano le docenti presenti: prof.sse Maria Rosaria Esposito, Nella Cimmino dell’ISIS “E. Sereni” di Afragola-Cardito, Rocco Cagnazzo, Francesca Liguoro, Maria Anna Cristiano del Liceo Statale “N. Braucci” di Caivano, Delia Papa dell’ ISIS “S. Pertini” di Afragola, Agnese Campanile, Sara Di Falco del Liceo Classico e delle Scienze Umane “Francesco Durante” di Frattamaggiore. Insieme alle Docenti erano presenti delegazioni di studenti delle suddette scuole e di altri Istituti del territorio.

Immancabili i saluti istituzionali della Dottoressa Chiara Nespoli, Assessore alla Cultura, spettatrice attiva degli incontri realizzati e del Sindaco, il professore Antonio Pannone che, come sempre, ha omaggiato i presenti con un vibrante discorso sul potere della cultura, una risorsa potente, un terreno fertile su cui si forgiano la consapevolezza, l’identità e la capacità di interpretare il mondo, il tutto con fini educativi e formativi per la comunità.


L’autore Vincenzo, profondo conoscitore di Emil Cioran, ha condotto un rigoroso lavoro linguistico, letterario, filologico e critico, raccogliendo nel suo volume lettere inedite inviate ad eminenti intellettuali e a figure meno note, offrendo preziosi dettagli biografici e professionali. L’opera non è solo un archivio di corrispondenze, ma diventa lo spunto di riflessione per affrontare tematiche profonde e spaziare tra questioni culturali, politiche e di attualità.

Il Professore Fiore è riuscito a colpire ed affascinare il pubblico con le sue parole, presentando un autore che non si piega ai compromessi e lanciando un appello rivolto soprattutto ai giovani presenti in sala: non lasciarsi trascinare dalla massa né restare annichiliti dalla passività, quanto piuttosto coltivare ed alimentare il pensiero critico. Ha sottolineato quanto sia necessario leggere, non solo per accrescere il bagaglio di conoscenze, ma per entrare in contatto con le sfide, le provocazioni del mondo ed in perfetta sincronia con il pensiero cioraniano, ha esortato a leggere ciò che ferisce, perché è proprio il dolore quello che resta, che lascia il segno, colpisce nel profondo e continua a vibrare dentro di noi.


La filosofia non ci offre risposte definitive, ci insegna, piuttosto, a vivere dentro le domande, a non accettare la realtà preconfezionata. In un mondo che corre verso certezze facili, pensare è un atto di coraggio. Non serve sapere tutto. Serve non smettere mai di domandare. La filosofia non è una lanterna che illumina il cammino, ma una fiamma che ci brucia dentro. Non ci indica dove andare, ma ci insegna a camminare con consapevolezza, anche nel buio.

Carmela Papa

La speranza: il volto della resilienza

L’Associazione La Fonte delle Muse ha tenuto ieri, 11 aprile, presso la Biblioteca Comunale di Afragola, il settimo incontro della quarta edizione della Rassegna di Incontri Letterari, evento patrocinato dal Comune di Afragola durante il quale si è analizzato il testo A casa io e te di Alfredo Carosella, Premio Letterario Talenti Vesuviani sezione legalità 2023.

Presenti le prof.sse Maria Rosaria Esposito, Nella Cimmino dell’ISIS “E. Sereni” di Afragola-Cardito, il professor Rocco Cagnazzo del Liceo Statale “N. Braucci” di Caivano, delegazioni di studenti dell’ISIS “S. Pertini” di Afragola e del Liceo Classico e delle Scienze Umane di Frattamaggiore.

Si ringraziano le istituzioni presenti: prof. Antonio Pannone Sindaco di Afragola; dott.ssa Chiara Nespoli Assessore alla Cultura; dott. Fulvio Frezza Consigliere della Regione Campania, accompagnato dal segretario Umberto Casillo.

A casa io e te mette in scena con intensità la dicotomia tra la Napoli “alta” e quella “bassa”, dove la città non funge da semplice sfondo narrativo, ma diventa protagonista. Napoli, in questo racconto, respira, parla, si fa specchio delle anime dei personaggi. Forse è anche per la sensibilità dell’autore, architetto di formazione, che lo spazio urbano diventa corpo e voce del racconto, ed il dualismo non solo è geografico, ma anche ideologico e simbolico.

Il libro è diviso in quattro parti: Notte, Luci sparse, Aurora, Giorno, aspetto che riflette il climax ascendente che ripercorre l’intera storia. È un viaggio di consapevolezza, che prende avvio da un evento tragico e sconvolgente: il terremoto, drammatico catalizzatore per il cambiamento, causa scatenante che dà il via a un processo di trasformazione profonda.

L’autore ha scelto con cura la copertina che si presenta come una sorta di affresco moderno dell’animo umano. Un’immagine silenziosa, ma potente: da un lato, l’imponente murales di Diego Armando Maradona, icona e mito; dall’altro, il profilo delicato e sfuggente di un ragazzo autistico, Nicolò, dallo sguardo basso e assorto nel suo universo interiore. Due volti distanti, eppure accomunati da un filo sottile e potente: la scritta “Esseri umani”.

Il romanzo tratta di amicizia, di resilienza, di speranza, di ingiustizia e di legalità e lo fa non con ingenuo ottimismo, ma con la convinzione che valga la pena lottare. Le ingiustizie non sempre urlano. A volte sono silenziose, sottili, quotidiane, stanno nei privilegi invisibili, nelle disuguaglianze che accettiamo come normali. E allora il silenzio diventa complice della violenza.

Durante la presentazione del libro, significativa è stata l’osservazione della Dottoressa Chiara Nespoli sul titolo, e su come il concetto di “casa” non debba essere inteso solo come spazio fisico, ma come luogo emotivo e affettivo, rifugio sicuro. Il Dottor Fulvio Frezza, con sensibilità, ha voluto rivolgersi ai giovani presenti in sala, ricordando i dati legati a quella tragedia che ha segnato la città, il terremoto, e sottolineando l’importanza della memoria: ricordare il passato è fondamentale per costruire un presente più consapevole e una realtà più giusta.

La resilienza ha un volto: non quello di chi non cade mai, ma di chi si rialza, anche rotto, stanco, e continua a credere che l’umanità sia ancora una scelta.

Non inquiniamoci. Restiamo umani.

Carmela Papa

La moderna mela della discordia

La mela, il frutto più conosciuto del mondo e apparentemente il più banale, nasconde un’affascinante storia che affonda le sue radici nel mondo del mito. Secondo Plutarco questi frutti venivano donati come pegno d’amore e le giovani spose prima di congiungersi col proprio sposo erano tenute a mangiare una mela cotogna. La parola deriva dal latino malum,i, inevitabile il parallelismo al peccato originale, anche se nella Bibbia la parola non appare mai, si parla di καρπού, frutto. L’immagine della mela racchiude significati e valori differenti: è l’incarnazione di vizi, virtù, umane e divine; frutto catalizzatore di un processo di metamorfosi che lascia dietro di sé un mondo alterato. Così come la mela donata da Eris, dea della discordia, scatenò la guerra di Troia, la mela di Biancaneve è l’oggetto che scatena un conflitto di valori.

L’innocente principessa dalla carnagione diafana, simbolo di bellezza eterea ritorna sui grandi schermi nella rivisitazione Snow White. Il live action Disney che dopo mesi di polemiche e critiche arriva nelle sale ha ben poco della fiaba originale, o meglio, secondo un criterio prettamente filologico le fiabe sono racconti tramandati oralmente, pertanto soggetti inevitabilmente a diverse interpretazioni. Ciò che è giunto fino a noi lo si deve al lavoro svolto tra il 1812 e 1814 dai fratelli Jacob e Wilhelm Grimm, ma la versione che è rimasta nella memoria collettiva ed ha influenzato generazioni di spettatori è quella di Walt Disney nel 1937, Biancaneve e i Sette Nani, icona culturale che è metro di paragone per le successive versioni.

Il fiume di critiche di cui è stato inondato SnowWhite pone una serie di interrogativi: in primis la questione circa l’attrice protagonista che, con la sua carnagione, ribalta totalmente l’idea tradizionale del personaggio e ne distorce l’immagine classica.

Fino a che punto vale la pena sacrificare la storia o quantomeno elementi cardine in nome di una rivisitazione moderna nel segno di una retorica dell’inclusività, del politically correct per farne un film woke? Ed in tale contesto la decisione di escludere i sette nani dal titolo, sostituendoli poi con intelligenza artificiale e computer grafica, solleva l’altra questione: dove risiede l’inclusività se non nell’opportunità di rappresentare pienamente tutte le diversità anche e soprattutto attraverso il cast umano? Perché ripiegare sull’artificio digitale e non assumere attori nani? Perché ancora una volta l’IA deve rimpiazzare il lavoro umano? Ed ancora. Una principessa senza principe, il cui ruolo è sopperito dal ladro, che evoca reminiscenze del bandito di Rapunzel, il fantastico Flynn Rider. La strega cattiva, interpretata da Gal Gadot, è un personaggio privo di spessore e di identità, come se non riuscisse a emergere nella sua piena potenza.

Niente bara di cristallo. Niente magia. Si potrebbe pensare ad un’eroina simbolo del “pink power”, una principessa che si salva da sola, indipendente e forte. In realtà, non è così. Nessun atto di coraggio. Nessuna autoaffermazione. La protagonista si risveglia grazie al “bacio del vero amore”, un gesto che, in tale contesto, perde gran parte del suo significato originale ed appare come un richiamo vuoto, una reliquia di un passato che non trova più posto in una narrazione moderna.

Non c’è magia, non c’è il fascino del sogno che animava l’animazione classica. Un nuovo film, creato ex novo, avrebbe potuto affrontare con maggiore cura e attenzione temi universali come l’amore, la bellezza e la crescita interiore. La tematica del contrasto tra bellezza interiore ed esteriore avrebbe potuto essere esplorata in maniera più profonda e sensibile, ma viene soltanto accennata, lasciando un senso di incompiutezza. In una rivisitazione moderna la mela sarebbe potuta essere metafora per la ricerca incessante e tossica degli ideali di perfezione, illusori e distorti, che dominano la società contemporanea. Quegli ideali che non rispecchiano la realtà, il reale, sono intrisi di stereotipi ed aspettative che hanno una pesante ripercussione a livello psicologico.

Come la mela, che dietro la sua apparenza succosa cela un inganno letale, così questa distorsione della realtà spinge l’individuo verso l’autosabotaggio, l’insicurezza e la perdita di identità, alimentando un circolo vizioso di insoddisfazione che mina il benessere psicologico e la percezione di sé.

Forse avrebbe avuto tutto più senso, piuttosto che stravolgere un capolavoro intramontabile, rischiando di ricadere in nuovi stereotipi, che non fanno che riproporre, in forma diversa, le stesse contraddizioni da cui si cercava di fuggire.

E tu cosa ne pensi? Ti è piaciuto SnowWhite? Cosa cela la tua mela della discordia?

Scrivilo nei commenti!

Carmela Papa

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”

Inferno, XXVI, v.119

Il giorno di nascita di Dante Alighieri, che da una serie di indizi presenti nelle sue opere, si suppone cada tra il 21 maggio ed il 21 giugno del 1265, suscita una domanda: perchè il Dantedì viene celebrato il 25 Marzo? Ebbene, tale data corrisponde al giorno in cui, secondo gli studiosi, Dante si smarrì nella selva oscura. Così il 17 Gennaio 2020, su proposta del Ministro della Cultura Dario Franceschini, in occasione del 700° anniversario della sua morte, avvenuta nel 1321, si è stabilito che l’anniversario dell’inizio del viaggio più famoso del mondo ricadesse il 25 Marzo.

Padre della lingua e letteratura italiana, Sommo Poeta, Dante è la voce universale che trascende i secoli, un’eredità senza tempo. Il Dantedì è un richiamo a preservare e custodire quanto di immenso il patrimonio culturale italiano ci ha tramandato. In un’epoca digitale, frammentata, che va sempre di corsa, volgere lo sguardo indietro è ancor più prezioso. Immergersi nella potenza della parola dantesca e riscoprirne la bellezza consente di apprezzarne il valore inestimabile.

La parola poetica ci invita a rallentare, a riflettere e a mantenere viva la nostra identità culturale. Preservare la cultura non è solo un dovere intellettuale, ma un atto d’amore e di cura, essa riconsidera le distanze, le distrugge, le dissolve, è connessione, unione, nutrimento e fonte di elevazione.

Il Dantedì è dunque il giorno per ricordare la grandezza del Sommo Poeta, ma soprattutto un rinnovo a tenere vivo il legame con le nostre radici culturali, con la parte nobile di ognuno di noi.

Carmela Papa

Scrivici nei commenti la tua citazione dantesca preferita!

Giornata Mondiale della Poesia: Poesie tra gli alberi

La Fonte della Muse ha organizzato il 21 Marzo un magnifico evento ‘Poesie tra gli alberi’ in occasione della Giornata Mondiale della Poesia e dell’arrivo della Primavera.

Presso la Biblioteca di Afragola si sono riuniti gli studenti delle scuole del territorio e dei paesi limitrofi impegnati in attività creative ed artistiche e laboratori di scrittura poetica. Le iniziative hanno saputo abbracciare l’esperienza creativa interculturale, offrendo l’opportunità di immergersi nella ricchezza linguistica ed esplorare poesie in lingue diverse tra cui inglese, francese, spagnolo, giapponese e coreano.

La mattinata si è conclusa con un meraviglioso e suggestivo percorso naturale realizzato dagli alunni che hanno appeso i loro lavori agli alberi del giardino e partecipato attivamente alla piantumazione di una pianta d’ulivo, simbolo di pace, gentilmente offerto dal Consigliere Comunale Crescenzo Russo. La giornata è proseguita nel pomeriggio con il sesto incontro della quarta edizione della Rassegna di Incontri Letterari presieduto dal Direttore dell’Associazione Gennaro Castaldo e dalla Prof.ssa Carmela Papa che ha intervistato l’autrice Monia Gaita, la quale ha tenuto un’interessante orazione sulla poesia e ha presentato il suo libro “Di cielo, di nuvole e di vento”. In serata a concludere l’evento un emozionante concerto musicale: la performance di Antonella De Pasquale al pianoforte e Francesco D’Acunzo al flauto hanno rapito tutti i presenti.

Si ringraziano per l’adesione la Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Rosaria Squillace della Scuola “A. Mozzillo”; la Dirigente Scolastica prof.ssa Liberata Sannino della Scuola “Europa Unita”; la Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Carmela Iorio della Scuola “R.L. Montalcini”; il Dirigente Scolastico prof. Giovanni Napolitano della Scuola “Castaldo-Nosengo”; la Dirigente Scolastica prof.ssa Rosa Esca della Scuola “Caporale” di Acerra e le docenti che hanno accompagnato gli studenti. E ancora le prof.sse Maria Rosaria Esposito, Nella Cimmino dell’ISIS E. Sereni di Afragola-Cardito, Delia Papa dell’ ISIS S. Pertini di Afragola, Agnese Campanile del Liceo Classico Francesco Durante di Frattamaggiore per le delegazioni di studenti delle suddette scuole e di altri Istituti del territorio.

Si Ringraziano le istituzioni presenti: prof. Antonio Pannone Sindaco di Afragola; dott.ssa Chiara Nespoli Assessore alla Cultura; dott. Fulvio Frezza Consigliere della Regione Campania, dott. Crescenzo Russo Consigliere Comunale e dott. Agostino Giordano Presidente del Consiglio Comunale.

Si ringraziano la prof.ssa Carmela Papa per la progettazione e lo svolgimento della manifestazione, i giovani dell’associazione Emanuele Caccavale, Mariachiara Caccavale e Lucia Mocerino per la collaborazione e soprattutto un grazie speciale al Direttore Gennaro Castaldo che rende tutto questo possibile.

La Giornata della Poesia, riconosciuta dall’UNESCO, è stata un’opportunità per promuovere l’amore per la poesia e la cultura, una giornata dedicata alla bellezza e all’espressione artistica, un’occasione di incontro, riflessione e celebrazione della parola che ha incoraggiato gli studenti a esprimere i loro pensieri e sentimenti attraverso la voce poetica, favorendo al contempo un senso di comunità attraverso i legami con le diverse scuole. La poesia è un linguaggio universale che unisce tutti. Ieri, questo principio è stato incarnato perfettamente, attraverso i versi e le parole è stato possibile vivere un incontro autentico di voci diverse che hanno condiviso il proprio mondo interiore, un momento di connessione profonda, grazie alla poesia che ha davvero unito tutti.

COMUNICATO STAMPA

Progetto: Giornata della Poesia – “Poesie tra gli Alberi”

L’Associazione La Fonte delle Muse è lieta di annunciare la celebrazione della Giornata della Poesia che si terrà il 21 marzo 2025 presso la Biblioteca Comunale di Afragola.

Un evento speciale che vedrà la partecipazione del Sindaco di Afragola, Prof. Antonio Pannone, dell’Assessore alla Cultura, Dott.ssa Chiara Nespoli, della Funzionaria Responsabile alla Cultura, Istruzione e Biblioteca Comunale, Dott.ssa Maria Grazia Canciello nonché delegazioni di studenti delle terze classi di Scuola Secondaria Superiore di primo grado del territorio di Afragola e dei comuni limitrofi.

Programma dell’Evento:

L’arrivo degli alunni dalle scuole è previsto per le 9.30, seguito dalla proiezione di un cortometraggio che attraverso interviste rivolte agli studenti stessi, offrirà spunti di riflessione sulla tematica poetica. A seguire, si svolgeranno laboratori di scrittura poetica durante il quale gli alunni appenderanno le loro poesie sugli alberi della Biblioteca. In occasione dell’arrivo della Primavera avrà luogo la piantumazione di una pianta d’ulivo gentilmente offerto dal Consigliere Comunale Crescenzo Russo. Ad accogliere i partecipanti ci saranno gli studenti delle scuole Superiori di Secondo grado del territorio. La giornata proseguirà nel pomeriggio con il Convegno della Rassegna di Incontri Letterari durante il quale la Prof.ssa Carmela Papa presenterà il libro di Monia Gaita, Di cielo, di nuvole e di vento, in conclusione un concerto musicale celebrativo con Performance di Antonella De Pasquale al pianoforte e Francesco D’Acunzo al flauto.

La Giornata della Poesia, riconosciuta dall’UNESCO, rappresenta un’opportunità per promuovere l’amore per la poesia e la cultura. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare a questa giornata dedicata alla bellezza e all’espressione artistica, per sottolineare l’importanza della poesia nell’arricchire le nostre vite. Sarà un’occasione di incontro, riflessione e celebrazione della parola, aperto a tutte le età.

Afragola, 13/03/25

Direzione agli Eventi

Responsabile Ufficio Stampa

Redattrice e Web Editor

Prof.ssa Carmela Papa

Il rumore della mancanza.

di Carmela Papa

Un ossimoro potente, quello del titolo, che esprime tutta la profonda intensità del dolore, ma al contempo la vivida e forte presenza perché la mancanza è la più forte presenza. Vedo chiaro nei ricordi con queste parole Gennaro Castaldo inizia il viaggio poetico che esplora il lutto e l’amore eterno tra un figlio e sua madre. L’autore ci guida attraverso il sentiero del dolore e della memoria, offrendoci un intimo ritratto della perdita di una madre attraverso versi toccanti e profondamente sentiti.

La morte di una madre è una delle esperienze più devastanti della vita e, in questa raccolta, Gennaro, attraverso l’afflato poetico, naviga nel tumulto emotivo, offrendo uno spiraglio di luce nel buio. Un dolore che ti logora e ti prosciuga, ma i ricordi, di cui le poesie si fanno portatrici, rimangono incisi nel cuore del figlio per l’eternità. Anche se le cose mutano, si custodiscono intatti gli istanti, quegli attimi di vita vissuta, anche se la realtà cambia le poesie catturano ed immortalano con delicatezza quei momenti.

Sfogliando le pagine di questo libro si può notare come ogni poesia, intrisa di un’emozione unica, danzi all’unisono in un delicato tessuto di versificazione. Mettendo insieme ogni singolo capoverso si ottiene un’alt(r)a poesia che con grazia e maestria si fonde e si erge a testimonianza di una visione poetica unitaria.

La sinfonia di parole diventa una carezza, un conforto, toccante e autentico, al dolore intimo e incolmabile. È un iter, un racconto che attraverso la rievocazione di immagini e sensazioni, è fatto di poesie e ogni poesia è un tassello, un ricordo, un’eco che risuona potente. Non è semplice lasciar andare un ricordo, un’abitudine, ma la morte è solo un cambiamento, non la fine, non segna una rottura. Il dolore della perdita si trasforma in una celebrazione d’amore immortale.

La poesia finale, intrisa di profondo amore nostalgico, è l’epitaffio col quale l’autore offre un ultimo saluto, un ricordo che è al contempo un commiato tenero e sincero:

La tua vita

Costellata di spine

Non ostacolò la voglia

Di donare amore ai tuoi figli.

Con sacrificio

Rinunciasti a te stessa.

Ora, stella tra stelle

Splendi nel cielo

Regalando coraggio e calore

A chi tanto hai amato.

Questo libro è più di un semplice memoriale, non si limita ad attraversare il dolore, ma è un inno alla vita che tiene vivo il ricordo. E il ricordo altro non è che un modo per aggrapparsi alle cose che ami di quella persona, a chi era e a chi eri. Finché c’è amore e memoria, non c’è vera perdita. Ci sono cose che nemmeno la morte può toccare. Non perdiamo mai le persone che amiamo, nemmeno dopo la morte. Restano accanto in ogni gesto, pensiero, decisione che prendiamo. Il loro amore lascia un’impronta indelebile nella nostra memoria. Mancherà sempre un pezzo, una parte di te, ma una volta attraversato lo struggimento interiore sarai di nuovo intero, anche se non sarai più lo stesso, e né dovresti o vorresti esserlo.

Le parole di questa raccolta riflettono un dolore universale, chiunque può leggervi la propria mancanza, la propria perdita, il proprio intimo tormento. Numerose sono le poesie che sussurrano dolcemente al cuore, tuttavia, di una particolare, sinceramente cruda e appassionatamente autentica, desidero riportare il testo:

Come una lama

Straccia la carne

La tua assenza

Lacera lo spirito.

Il desiderio di risentire

Il calore del tuo corpo

La dolcezza di un abbraccio

Occupa il mio tempo

Annullando altri pensieri.

Rincorre come un folle

Questo devastato cuore

Il profumo che emanano

Gli oggetti che nel silenzio

Mi parlano di te.

Custodire la Memoria

di Carmela Papa

L’Associazione Fonte delle Muse ha tenuto ieri, 27 gennaio, presso la Biblioteca Comunale di Afragola, il quarto incontro della quarta edizione della Rassegna di Incontri Letterari durante il quale sono stati analizzati i testi Intrecci di storia tra i vicoli e le calli di Daniela Cirillo e Gianpaola Costabile e Sul treno con Levi di Giuseppe Impronta. L’occasione è stata spunto di riflessione per ricordare uno dei capitoli più bui della storia umana.

Ogni anno, il 27 gennaio, il mondo si ferma.

Ricordare non significa solo rievocare eventi passati, ma anche mantenere viva la dignità di coloro che hanno subìto la crudeltà e la violenza animale; è un gesto necessario per non lasciare che le vite spezzate cadano nell’oblio.

Sovente si ode l’espressione ciceroniana historia magistra vitae e allora perché la storia non ha insegnato? Siamo noi a non aver appreso? Perché in alcune parti del mondo si subiscono ancora oggi feroci brutalità? Sono molti gli interrogativi che sorgono nel volgere il pensiero alla lacerante violenza che dilania e distrugge. In che modo possiamo prevenire che tali orrori si ripetano?

Dovremmo ritrovare quell’umanità perduta, non limitarci ad astratti, artificiosi e sterili dissertazioni. È l’essere umano stesso ad essersi macchiato di tragedia. È ossimorico parlare di disumanità. Un essere umano che uccide un altro essere umano. La facilità e la rapidità con cui si può distruggere non riflettono l’immensa fatica e l’enorme sforzo necessari per ricostruire. Distruzione e ricostruzione sono due aspetti della stessa realtà. Le conseguenze e gli effetti di eventi così profondamente devastanti hanno echi e ripercussioni che si prolungano nel tempo.

E allora che ruolo abbiamo noi, come individui e come collettività, nel garantire il rispetto dei diritti umani e la dignità della persona?

Violiamo questo diritto ogni qualvolta scegliamo di girarci dall’altra parte. Ogni volta che ignoriamo chi è diverso da noi. Avanti all’intolleranza, all’odio, all’ingiustizia e alle discriminazioni è necessario opporsi: opporsi a tutto ciò che viola, impone e sottomette la nostra libertà. Far sentire la propria voce, stare accanto a chi ha paura, ascoltare le voci di chi è messo a tacere, questo dimostra un coraggio ed un eroismo straordinari.

E la memoria diventa un inno alla vita, una lotta che racconta di un’umanità ferita, ma anche di una resilienza straordinaria. Ogni piccolo gesto, ogni parola pronunciata in difesa dei diritti umani, contribuisce a creare un clima di rispetto, di uguaglianza e comprensione.

Ogni vita persa in nome dell’intolleranza, dell’odio e della crudeltà è una ferita che ancora sanguina nella coscienza dell’umanità. La Memoria tiene vivo il ricordo, è un ponte tra il passato e il presente. Abbiamo il dovere morale di far rivivere il ricordo di quell’ignominia e di educare le generazioni future affinché nessuno dimentichi la lezione del passato così da costruire una società più giusta, più empatica e, soprattutto, più umana.

Carmela Papa

Cultura: nutrimento dell’anima.

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Accettiamo recensioni di libri (di qualsiasi genere: narrativa, saggistica, poesia &co) e di mostre artistiche (gallerie locali o esposizioni internazionali).

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Your Wildest Dreams. Ensor beyond impressionism.

Il 19 gennaio scorso si è conclusa la più grande retrospettiva mai organizzata nelle Fiandre e nel Mondo su James Ensor, la mostra intitolata Your Wildest Dreams. Ensor beyond Impressionism (I tuoi sogni più sfrenati. Ensor oltre l’impressionismo) che a 75 anni dalla morte dell’artista è stata allestita nel corso del 2024 e inaugurata l’ultimo 28 settembre al KMSKA, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten (Museo Reale di Belle Arti) di Anversa. Di Ensor viene presentato il suo aspetto rivoluzionario e per molti versi anticipatore tipico dell’artista-visionario che appare soprattutto dissacrante nei confronti della sua contemporaneità. Ovviamente attraverso questa visione del tutto sua e personale, egli appare profondamente ed esclusivamente legato alla grande tradizione pittorica del suo territorio, le Fiandre.

Il KMSKA possiede da sempre la più grande collezione al mondo di opere dell’artista ed è la principale meta che detiene la sua eredità culturale. Inoltre si propone come il luogo principale in cui si sono raccolti i maggiori prestiti internazionali come le opere provenienti dal MoMA di New York o dalla National Gallery di Londra. Ensor utilizzò colore e luce per mettere su tela satira e dissacrazione con opere che risultano dirompenti nella presentazione dei soggetti e dei temi con Le Tentazioni di Sant’Antonio o Cristo che entra tra la folla a Bruxelles del 1889. Entra nel cuore della cultura fiamminga attraverso il tema delle maschere carnevalesche esprimendo i veri sentimenti umani e le più recondite emozioni, come testimonia L’Intrigue del 1890, prezioso e famoso capolavoro appartenente alla prestigiosa collezione di opere del KMSKA di Anversa. Un livello internazionale che supera i livelli creativi di giganti dell’arte come Claude Monet o Auguste Renoir tralasciando la ricerca di carattere esclusivamente estetico ed elaborando una visione di pregnanza politica e sociale, diventando un modello anche per le generazioni successive che popolano attualmente le Fiandre. Il progetto di questa mostra è stato avviato a Ostenda, città natale di Ensor, alla fine del 2023, ed è proseguito a Bruxelles e Anversa in quest’autunno, con una serie di mostre e iniziative che coinvolgono oltre al KMSKA anche il MoMu Fashion Museum, il FOMU Photo Museum e il Museo Plantin-Moretus che sono i principali musei cittadini, sviluppando ciascuno un tema specifico che si attaglia alla straordinaria personalità di Jemes Ensor.

Mino Iorio, critico e storico dell’arte