Custodire la Memoria

di Carmela Papa

L’Associazione Fonte delle Muse ha tenuto ieri, 27 gennaio, presso la Biblioteca Comunale di Afragola, il quarto incontro della quarta edizione della Rassegna di Incontri Letterari durante il quale sono stati analizzati i testi Intrecci di storia tra i vicoli e le calli di Daniela Cirillo e Gianpaola Costabile e Sul treno con Levi di Giuseppe Impronta. L’occasione è stata spunto di riflessione per ricordare uno dei capitoli più bui della storia umana.

Ogni anno, il 27 gennaio, il mondo si ferma.

Ricordare non significa solo rievocare eventi passati, ma anche mantenere viva la dignità di coloro che hanno subìto la crudeltà e la violenza animale; è un gesto necessario per non lasciare che le vite spezzate cadano nell’oblio.

Sovente si ode l’espressione ciceroniana historia magistra vitae e allora perché la storia non ha insegnato? Siamo noi a non aver appreso? Perché in alcune parti del mondo si subiscono ancora oggi feroci brutalità? Sono molti gli interrogativi che sorgono nel volgere il pensiero alla lacerante violenza che dilania e distrugge. In che modo possiamo prevenire che tali orrori si ripetano?

Dovremmo ritrovare quell’umanità perduta, non limitarci ad astratti, artificiosi e sterili dissertazioni. È l’essere umano stesso ad essersi macchiato di tragedia. È ossimorico parlare di disumanità. Un essere umano che uccide un altro essere umano. La facilità e la rapidità con cui si può distruggere non riflettono l’immensa fatica e l’enorme sforzo necessari per ricostruire. Distruzione e ricostruzione sono due aspetti della stessa realtà. Le conseguenze e gli effetti di eventi così profondamente devastanti hanno echi e ripercussioni che si prolungano nel tempo.

E allora che ruolo abbiamo noi, come individui e come collettività, nel garantire il rispetto dei diritti umani e la dignità della persona?

Violiamo questo diritto ogni qualvolta scegliamo di girarci dall’altra parte. Ogni volta che ignoriamo chi è diverso da noi. Avanti all’intolleranza, all’odio, all’ingiustizia e alle discriminazioni è necessario opporsi: opporsi a tutto ciò che viola, impone e sottomette la nostra libertà. Far sentire la propria voce, stare accanto a chi ha paura, ascoltare le voci di chi è messo a tacere, questo dimostra un coraggio ed un eroismo straordinari.

E la memoria diventa un inno alla vita, una lotta che racconta di un’umanità ferita, ma anche di una resilienza straordinaria. Ogni piccolo gesto, ogni parola pronunciata in difesa dei diritti umani, contribuisce a creare un clima di rispetto, di uguaglianza e comprensione.

Ogni vita persa in nome dell’intolleranza, dell’odio e della crudeltà è una ferita che ancora sanguina nella coscienza dell’umanità. La Memoria tiene vivo il ricordo, è un ponte tra il passato e il presente. Abbiamo il dovere morale di far rivivere il ricordo di quell’ignominia e di educare le generazioni future affinché nessuno dimentichi la lezione del passato così da costruire una società più giusta, più empatica e, soprattutto, più umana.

Carmela Papa